Pena ridotta e fine degli arresti domiciliari per il trapper milanese Shiva, all’anagrafe Andrea Arrigoni. La Corte d’Appello di Milano ha accolto la richiesta di revisione della pena, riducendo la condanna da 6 anni e mezzo a 4 anni e 7 mesi. Il giovane artista, protagonista della sparatoria avvenuta a luglio 2023 davanti al suo studio di registrazione a Settimo Milanese, dovrà ora rispettare solo l’obbligo di firma.
La decisione dei giudici è arrivata anche grazie all’accordo tra la sostituta procuratrice generale Luisa Russo e il legale di Shiva, Paolo Muzzi, che ha descritto il suo assistito come una “persona molto rispettosa”.
La corte ha ritenuto attenuate le esigenze cautelari, considerando la buona condotta del trapper negli ultimi mesi e il suo recente ruolo di padre.
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La vicenda risale all’estate del 2023, quando due uomini si erano avvicinati con atteggiamento minaccioso alla proprietà del cantante. Le telecamere di sorveglianza avevano ripreso Shiva mentre estraeva una pistola e sparava alle gambe dei due, dichiarando poi: “Volevo solo intimidirli e farli allontanare il prima possibile dalla mia proprietà privata.” Accusato di tentato omicidio, porto abusivo di arma da fuoco e ricettazione della pistola — mai ritrovata — Shiva ha risarcito i due uomini feriti.
All’uscita dall’aula del tribunale, ad attendere Shiva c’era un volto noto della scena musicale italiana: il rapper Sfera Ebbasta, amico e collega, che ha voluto mostrare il suo sostegno in un momento cruciale per la carriera e la vita privata del giovane artista.
Con la pena ridotta e la fine dei domiciliari, Shiva potrà tornare a fare musica senza rinunciare al tour già programmato per la prossima estate.







