Prima della Scala, il sipario si apre tra tradizione e tensioni

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Forse la notte più simbolica dell’anno, quella della Prima della Scala. Un Sant’Ambrogio che, ancora una volta, non sarà soltanto un appuntamento culturale, ma il termometro dello stato d’animo della città.

Perché mentre dentro il Piermarini tutto è pronto per alzare il sipario su Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk, fuori si rialza anche il livello di attenzione: annunciati presidi di protesta, come ormai accade puntualmente negli ultimi anni, e un piano sicurezza rafforzato attorno a piazza Scala e lungo tutta la zona rossa del centro. Controlli, transenne, pattuglie aggiuntive: il perimetro sarà sorvegliato per evitare tensioni e garantire che la serata si svolga nella consueta cornice di eleganza e tradizione.

Eppure, come sempre, la Scala riesce a fare parlare anche per ciò che avviene nel suo Palco reale. Non ci saranno Mattarella, né la premier Meloni, né La Russa; ma al centro della scena torna lei, Liliana Segre. A 95 anni, la senatrice a vita dovrebbe sedersi di nuovo accanto al sindaco Sala, ospite d’onore invitata questa volta dal presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso. Un ritorno non scontato, arrivato quasi a sorpresa nei giorni scorsi.

E poi, come tradizione vuole, ci sarà anche lo spettacolo fuori dal palco: gli arrivi, gli abiti, e un parterre che mescola istituzioni e pop. In platea sono attesi, tra gli altri, Mahmood, Achille Lauro e Pierfrancesco Favino. Milano si prepara così a vivere la notte che apre ufficialmente la stagione delle feste: tra sicurezza, proteste annunciate e grandi emozioni, la Prima resta il rito che ogni anno racconta, meglio di qualunque discorso, l’anima complessa della città.