Processo Doppia Curva: tentato omicidio Anghinelli, “Luca Lucci non ha alcuna responsabilità”

Featured Video Play Icon

Processo Doppia Curva: Tentato omicidio Anghinelli, “Luca Lucci non ha alcuna responsabilità”

Milano torna a essere teatro di un’importante udienza nell’ambito del processo “Doppia Curva”, che vede imputati diversi esponenti degli ultras di Milan e Inter. Al centro del dibattimento gli affari illeciti legati alle curve di San Siro ed episodi di violenza estrema. 

Giovedì 27 marzo si è tenuta un’udienza preliminare presso l’aula bunker del carcere San Vittore, per decidere le sorti di una trentina di imputati, con valutazioni su richieste di giudizio abbreviato, patteggiamenti e altre questioni processuali.

L’inchiesta, che ha già portato a numerosi arresti per associazione a delinquere, si allarga anche ad altri episodi criminali. Sotto i riflettori, oltre all’omicidio dell’ndranghetista Antonio Bellocco, c’è anche il tentato omicidio di Enzo Anghinelli, ultrà rossonero, avvenuto nell’aprile del 2019 che però oggi non ha voluto parlare. 

Per il tentato omicidio in carcere c’è Luca Lucci, capo ultrà milanista arrestato nell’ambito della maxi inchiesta della Dda di Milano che ha azzerato i direttivi del tifo organizzato di San Siro. 

Inoltre, nuovi dettagli emergono sulla figura di Pino Camminiti, considerato il “ras” dei parcheggi di San Siro, che avrebbe intascato in nero circa 4.000 euro per conto della Curva Nord. Un’intercettazione lo inchioderebbe a una confessione di omicidio risalente al 1992, quando avrebbe ucciso un trafficante di droga. 

L’imprenditore ha ammesso di aver fornito “utilità” al consigliere regionale Manfredi Palmeri, coinvolgendolo nell’inchiesta sui parcheggi di San Siro.

La società del Milan, Veronafiere Spa e Enzo Anghinelli sono stati ammessi parte civile in questo procedimento. Nello specifico Veronafiere ha deciso di costituirsi parte civile sia per i danni patrimoniali che per danno d’immagine.