In mattinata i cantieri della M4 sono rimasti chiusi, per lutto. Gli operai erano tutti alla base logistica di Buccinasco, dove ci sono anche gli alloggi di chi, come Raffaele Ielpo, veniva da lontano e a Milano c’era arrivato per lavoro.
42 anni originario della provincia di Potenza, era un esperto del settore. Caposquadra della tbm, lavorava per “metro blu”, il consorzio incaricato della costruzione della nuova metropolitana milanese.
Di certo non l’unica grande opera per Raffaele, che aveva partecipato alla costruzione dell’alta velocità in Toscana ma anche ad Oslo, in Norvegia, dove era rimasto per tre anni impegnato nella realizzazione di 2 tunnel gemelli di oltre 22 km. E poi in Cina, Sudafrica, Islanda. Infine aveva lavorato per il traforo del Monte Bianco.
Insomma Raffale ha trascorso gran parte della sua vita nei tunnel sotterranei e sapeva bene come muoversi, inoltre era molto attento alla sicurezza.
Apprezzato e stimato dai colleghi, con una faccina “irritata” aveva condiviso sul suo profilo facebook la notizia dell’incidente dello scorso ottobre, nel cantiere M4 di via Foppa ,dove un collega era rimasto gravemente ferito dopo la caduta da un’impalcatura, a un’altezza di 4 metri. Una emoticon senza aggiungere nessuna parola.
Quello di Raffaele è il primo incidente mortale del 2020 a Milano e il primo nel canitere M4.







