Un video ritrae l’ennesimo episodio di violenza e terrore in stazione centrale a Milano.
Sono le 2.20 di venerdì 10 maggio: una telecamera fissa di piazza Luigi di Savoia inquadra Mohamad El Shaad Ali Haga, agitatissimo all’esterno della stazione Centrale. Il 27enne egiziano, indagato poco prima per rapina e resistenza negli uffici della Polfer, si aggira a torso nudo e raccoglie un po’ di pietre da terra per chiuderle in uno straccio e minacciare con quell’arma improvvisata, una sorta di fionda artigianale, gli agenti che tentano di calmarlo.
Il ragazzo è su di giri (i narcotest in ospedale lo riceveranno positivo a cocaina e cannabinoidi). Nelle mani di un poliziotto compare un taser che viene puntato contro il ragazzo che, per nulla intimorito, si scaglia contro gli agenti. Contemporaneamente partono i dardi della pistola elettrica e uno sparo dall’arma di ordinanza di un collega, che centra Mohamad El Shaad Ali Haga alla spalla. Qui il 27enne si accascia a terra ma tagliamo le immagini del momento in cui il giovane viene colpito per questioni di sensibilità. Subito dopo si vedono i poliziotti prestare i primi soccorsi al 27enne: operato stanotte al Niguarda, se la caverà con una prognosi di 60 giorni.
Il ragazzo era stato denunciato, poco prima dell’aggressione agli agenti, per rapina e resistenza dalla Polfer per aver aggredito un marocchino e in questa colluttazione aveva già riportato delle ferite.
Il film di venerdì notte è tragicamente simile a quello della notte precedente, quando il 35enne Christian Di Martino, vice ispettore di polizia, è stato accoltellato tre volte alla schiena da un 37enne marocchino che stava lanciando sassi dai binari della stazione di Lambrate. Intervenuto con i colleghi per bloccare l’uomo, Di Martino è stato centrato da tre fendenti. A causa delle ferite, l’agente è ancora ricoverato: la sua prognosi è ancora riservata, ma secondo i medici avrebbe un decorso post operatorio positivo e delle prime reazioni buone. Non può ancora però essere dichiarato fuori pericolo.







