Il tribunale per i minorenni di Milano ha disposto il processo con rito immediato per Riccardo Chiarioni, il 18enne che, nella notte tra il 31 agosto e il 1° settembre 2024, ha ucciso a coltellate il padre, la madre e il fratello 12enne nella loro villetta a Paderno Dugnano. Il processo si terrà il 26 giugno, con l’accusa di omicidio pluriaggravato e premeditato.
Secondo il provvedimento del giudice Laura Margherita Pietrasanta, il ragazzo ha inferto 108 coltellate, un numero molto più alto rispetto a quanto emerso dalle prime analisi autoptiche, con la maggior parte dei colpi rivolti contro il fratellino. La difesa, rappresentata dall’avvocato Amedeo Rizza, chiederà il rito abbreviato, che in caso di condanna comporterebbe uno sconto di pena.
Decisiva sarà la perizia psichiatrica, affidata al criminologo Franco Martelli e attesa nei prossimi giorni. Lo specialista dovrà stabilire se il giovane fosse capace di intendere e volere al momento del massacro, ipotesi che potrebbe incidere sulla pena. L’udienza per discuterne è prevista ai primi di aprile.
Chiarioni, detenuto nel carcere minorile di Firenze, aveva dichiarato agli inquirenti di voler “cancellare tutta la sua vita di prima”, parlando di un malessere profondo che si era aggravato nei mesi precedenti. Resta da valutare se l’aggravante della premeditazione reggerà in giudizio. La difesa ha già nominato un proprio consulente, lo psichiatra Marco Mollica, per controbattere alle conclusioni della perizia ufficiale.







