Si è tenuta venerdì 23 maggio al Tribunale per i Minorenni di Milano la seconda udienza del processo a carico di Riccardo C., il ragazzo oggi diciottenne ma minorenne all’epoca dei fatti, accusato di aver ucciso con 108 coltellate il padre, la madre e il fratellino di 12 anni nella notte tra il 31 agosto e il 1° settembre 2024, nella villetta di famiglia a Paderno Dugnano. L’imputazione resta quella di triplice omicidio volontario pluriaggravato.
L’udienza odierna si è concentrata interamente sull’aspetto medico. In aula è stata ascoltata la dottoressa che ha in carico il giovane all’interno dell’Istituto penale minorile di Firenze, dove Riccardo è attualmente detenuto. Secondo quanto emerso, sono stati attivati i servizi esterni dell’ASL di Firenze per permettere a specialisti esterni alla struttura carceraria di elaborare e proporre un percorso terapeutico mirato al recupero psicologico del ragazzo.
Nonostante la gravità dell’imputazione, l’attenzione del giudice si concentra anche sul possibile recupero del giovane, con una valutazione medico-psichiatrica che potrebbe incidere sull’esito del processo.
La prossima udienza è stata fissata per il 4 giugno. In quella data si inizieranno a delineare le prime conclusioni, ma non è ancora detto che si tratti della fase finale.
Come nella prima udienza, anche oggi erano presenti in aula quasi tutti i familiari delle vittime, che seguono con discrezione e dolore ogni fase del procedimento.
Nei prossimi giorni sarà cruciale capire quale percorso terapeutico verrà ritenuto più adatto dagli specialisti incaricati dal giudice. Un tassello fondamentale non solo per comprendere la personalità di Riccardo, ma anche per definire il suo futuro giuridico e personale.







