Strage Paderno Dugnano, venerdì le autopsie sui 3 corpi: il 17enne resta in carcere

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Sono state eseguite venerdì 6 settembre le autopsie sui 3 corpi di padre madre e fratellino del 17enne di Paderno Dugnano ora in carcere per triplice omicidio. 

Lo ha disposto la Procura per i minori di Milano, diretta dal magistrato Sabrina Ditaranto, nominando un medico legale per gli accertamenti. Dai primi esami dopo la strage erano state rilevate in totale 68 coltellate inferte sui 3 corpi dal figlio maggiore 17enne. Per il ragazzo la gip Laura Pietrasanta, dopo l’interrogatorio al Beccaria, ha confermato il carcere minorile, come chiesto dai pm. 

È stata respinta, dunque, la richiesta del suo legale di trasferirlo in comunità. Sulla decisione ha pesato anche la tesi della premeditazione. 

Ad avvalorare questa tesi, le dichiarazioni messe a verbale dal 17enne che ha compiuto la strage di Paderno Dugnano, nel Milanese, come risultano dagli atti dell’ordinanza di custodia cautelare e che evidenziano il fatto, come confermato dalla gip Pietrasanta, che si sarebbe trattato di un triplice omicidio premeditato.

“Quando si sono addormentati sono sceso, ho preso una maglietta nera e l’ho divisa a metà per impugnare il coltello, perché avevo intenzione di pulire il coltello per fare incolpare altri”. Ha detto il giovane davanti al gip. 

Il ragazzo ha anche raccontato che, dopo aver aggredito il fratello con decine di coltellate, è andato in camera dei genitori. Loro, ha detto, «hanno acceso la luce, io ero davanti a loro con il coltello in mano. Mi hanno detto di stare calmo, sono venuti in camera con me e lì li ho aggrediti».