Vasche del Seveso, a Senago l’inaugurazione: la difesa di Milano dalle piene

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Un’opera attesa da anni, ma che continua a dividere.

A Senago sono state inaugurate le vasche di laminazione del fiume Seveso, un intervento pensato per affrontare uno dei problemi più ricorrenti per Milano e l’hinterland: le esondazioni.

Chi vive in città lo sa bene. Basta un temporale intenso e il Seveso può uscire dagli argini, allagando strade, cantine, quartieri interi. Una situazione che si ripete da anni e che ha reso necessario un sistema strutturato di contenimento delle piene.

Ed è proprio qui che entrano in gioco queste vasche.

Si tratta di grandi bacini in grado di raccogliere l’acqua in eccesso durante le piogge più forti, evitando che arrivi tutta insieme verso Milano. Un sistema che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe ridurre in modo significativo il rischio di allagamenti in città.

Ma non è solo una questione tecnica. Perché se da un lato Milano guarda a queste opere come a una soluzione concreta, dall’altro territori come Senago parlano di sacrificio. Una parte di suolo trasformata, anni di proteste, timori legati anche alla qualità delle acque del Seveso, tra i fiumi più inquinati d’Europa.

Questa inaugurazione racconta due prospettive diverse. Da una parte, la necessità di proteggere una grande città sempre più esposta agli effetti del cambiamento climatico. Dall’altra, il peso che queste scelte hanno sui territori che ospitano le infrastrutture. Il punto, però, è chiaro: Milano ha bisogno di soluzioni. E queste vasche rappresentano un tassello fondamentale di un sistema più ampio che punta a evitare che ogni forte pioggia si trasformi in emergenza.