Paura, sgomento. Ma anche ricordi che affiorano dal passato. E un pizzico di fastidio. Sono questi gli stati d’animo delle decine di “sfollati”, se così possiamo definirli, che sono rimasti per ore fuori dal Palazzo di Giustizia di Milano dopo l’allarme bomba lanciato nella mattinata. L’invito ad abbandonare l’edificio è stato diramato dai megafoni nei piani inferiori, mentre in quelli superiori da passaparola e messaggi. All’uscita, vedendo la quantità di forze dell’ordine dispiegate, qualcuno ha pensato subito al peggio.
C’è poi anche chi è riuscito a mantenere la calma sin dall’inizio, certo che la vicenda si sarebbe rivelata come un nulla di fatto. L’ultimo allarme, l’estate scorsa, precisamente il 10 luglio 2025, riguardava una valigia abbandonata poi risultata vuota.
Un’addetta alla cancelleria, con la voce ancora rotta dalla paura, ha ricordato un caso da lei vissuto quasi in prima persona. Era nel Tribunale quando Claudio Giardiello, 57 anni, imputato per bancarotta fraudolenta nel procedimento che riguarda l’Immobiliare Magenta, uccise a colpi di pistola per vendetta personale il giudice Fernando Ciampi, il giovane avvocato Claris Appiani e il coimputato Giorgio Erba. Era il 9 aprile 2015.
Pian piano, però, i morali si sono calmati, dando spazio solo al fastidio per le udienze rinviate, che vanno quindi a rallentare i processi in corso.







