Anche a Milano ci sarà una ‘Commissione Segre’ contro i fenomeni d’odio, ma è polemica in aula

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Il Consiglio comunale di Milano avrà una commissione speciale per il contrasto ai discorsi e ai fenomeni d’odio, la stessa istituita e guidata in Senato dalla senatrice a vita Liliana Segre. Il voto è avvenuto nella serata di lunedì 27 gennaio, in occasione del Giorno della Memoria.

Ma l’approvazione di una commissione che dovrebbe ispirare concordia e collaborazione, non è stata pacifica quanto ci si potrebbe aspettare. Alla fine, i voti favorevoli sono stati 27, solo quelli della maggioranza. Il centrodestra ha invece deciso di astenersi o di votare contro.

Due i temi di scontro: il primo, quello della presidenza, con l’opposizione che l’ha chiesta per sé, come accade per le commissioni di garanzia e controllo, categorie in cui però – come ha sottolineato il centrosinistra – questo caso non ricadrebbe.

Bocciata anche la proposta di alternare centrodestra e centrosinistra nei due anni di mandato rimanenti.

Ma soprattutto è stato il nome stesso della commissione speciale a creare scompiglio. Il centrodestra ha chiesto di inserire le parole antisemitismo e razzismo, intolleranza, istigazione a odio e violenza. Tutti termini presenti nel titolo della commissione del Senato. Ma allo stesso tempo ha rifiutato di inserire l’omofobia.

Alla fine, la commissione si chiamerà genericamente “Commissione speciale per il contrasto ai discorsi e ai fenomeni d’odio”, come proposto dalla presidenza dell’aula fin dal primo momento.