Antibiotici, rimedi della nonna e fake news: gli errori da evitare per difendersi dall’influenza

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Con l’autunno tornano puntuali i virus respiratori e, secondo le previsioni degli esperti, la stagione 2025-2026 non sarà leggera: si stimano fino a 16 milioni di contagi tra influenza, SARS-CoV-2, rhinovirus e virus respiratorio sinciziale. Una circolazione sostenuta, che preoccupa soprattutto per l’impatto su anziani, bambini e categorie fragili.

I dati, presentati a Milano in un convegno con il professor Fabrizio Pregliasco e Assosalute, fotografano una popolazione sempre più consapevole: oltre otto italiani su dieci riconoscono il valore dell’automedicazione responsabile e il ruolo centrale di medico e farmacista. Restano però criticità: l’uso improprio degli antibiotici, ancora diffuso tra i giovani, e la difficoltà a distinguere informazioni affidabili dalle fake news. Dai “rimedi della nonna” all’idea che l’antibiotico possa curare l’influenza, la disinformazione resta un nemico concreto: il 46% dei giovani dichiara di sentirsi disorientato dalle fonti online.

Sul fronte dei vaccini, il 59% degli italiani ne riconosce l’importanza, ma solo un terzo ha intenzione di vaccinarsi. Tristi infatti valori la scorsa stagione solo il 53,5 per cento degli anziani si è vaccinato contro l’influenza e solo il 5 per cento ha effettuato il richiamo per il covid. 

La parola chiave, sottolineano gli esperti, è prevenzione: lavarsi le mani, areare gli ambienti, evitare contatti se si hanno sintomi e vaccinarsi per ridurre il rischio di complicanze. Un approccio consapevole che diventa fondamentale per affrontare i virus in arrivo, senza cadere nelle trappole delle false credenze.