Caos concerti: I residenti di San Siro insistono ”Meglio dell’anno scorso, ma ancora tanto da fare”

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Il concerto dei Metallica – il primo della stagione degli ippodromi – va in archivio con un mezzo sorriso da parte dei residenti.

Certo, meglio non significa bene. Perché il piano del Comune ha messo alcune toppe, ma restano ancora vari aspetti da sistemare.

Alla minor sosta selvaggia rispetto al 2023 – ma comunque presente – fa da contraltare una scarsa comunicazione per la marea di 70mila persone che lascia l’ippodromo dopo ogni concerto. Un esempio su tutti? La metropolitana di Uruguay, la più vicina all’ippodromo, era chiusa, senza alcuna spiegazione.

Il cuore del piano di Palazzo Marino per rendere più vivibile l’area in occasione dei concerti era però quello delle due zone, una rossa e una verde per impedire ai partecipanti di arrivare in auto fin davanti ai cancelli dell’ippodromo. Anche qui però, qualche perplessità tra i residenti è rimasta.

Lamentele a cui ha cercato di rispondere lo stesso sindaco Beppe Sala.

Eppure – sostengono i residenti – altri posti ci sarebbero. Per citarne due, l’area di Rho Fiera e l’aeroporto di Bresso. Si tratta di Comuni esterni a Milano, è vero, ma allora – si chiedono gli abitanti del Gallaratese – la Città Metropolitana a che cosa serve?

Ora, che i Metallica non fossero esattamente la Filarmonica della Scala, questo era ben chiaro a tutti. Se però nelle case affacciate sull’Ippodromo La Maura – ad alcune centinaia di metri dal palco – la loro musica ha raggiunto e superato gli 80 decibel, allora la questione assume un profilo di criticità diverso dal semplice fastidio.

Cosa significa 80 decibel in termini concreti? Lo spiegano bene i documenti della Città Metropolitana. 80 decibel significa avere una strada a traffico intenso in salotto. Non è un caso che il regolamento comunale ponga – in orari notturni, tra le 22 e le 6 del mattino – il limite a 55 decibel. In caso di fonte singola di rumore, addirittura il livello scende a 50decibel.