Processare il governatore della Lombardia per frode in pubbliche forniture. È quello che vuole la procura di Milano alla fine delle indagini sul cosiddetto caso camici. I pm hanno chiesto il rinvio a giudizio per Attilio Fontana e altre 4 persone per la vicenda dell’affidamento da parte della Regione di una fornitura, poi trasformata in donazione, da circa mezzo milione di euro di 75 mila camici e altri dispositivi di protezione a Dama, la società di Andrea Dini, cognato dell’esponente leghista.
Il primo a commentare la vicenda è il protagonista stesso, Attilio Fontana.
Arrivano parole di solidarietà da parte del segretario della Lega Matteo Salvini che commenta: “la richiesta della procura di Milano è semplicemente vergognosa, chi ha aiutato la propria comunità dev’essere ringraziato e non processato”.
E su questa scia anche Gianluca Comazzi, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale che dice: ‘A nome di tutto il gruppo regionale di Forza Italia voglio esprimere solidarietà al governatore Fontana: la sua onestà, così come la correttezza di cui ha sempre dato prova nella sua lunga attività amministrativa, non sono minimamente in discussione. Siamo certi che sulla vicenda sarà presto fatta chiarezza, rendendo giustizia all’operato del presidente Fontana”.
Sull’altro fronte però arrivano gli attacchi: il segretario regionale del PD lombardo Vinicio Peluffo e il capogruppo in Regione Fabio Pizzul dichiarano: “Non intendiamo entrare nella vicenda giudiziaria, all’interno della quale Fontana e gli altri avranno modo di chiarire la loro posizione, ma questi sviluppi giudiziari ci ricordano come Regione Lombardia non abbia gestito in maniera adeguata le prime ondate del Covid, dimostrando grande inadeguatezza dal punto di vista organizzativo se non, addirittura, come ipotizza la magistratura, comportamenti al di fuori della legalità. Si tratta di una brutta pagina per la storia recente della nostra Regione che non possiamo dimenticare e che i lombardi sicuramente non dimenticheranno”.







