Anche i servizi di mobilità inter ed extra urbana si ripensano in vista della fase 2: le parole d’ordine saranno: distanziamento sociale, ingressi contingentati e un’implemento dei servizi di car sharing, dalle auto elettriche ai monopattini.
Per Trenord, l’azienda che gestisce il servizio ferroviario regionale, le esigenze da conciliare dopo la ripartenza saranno due: da un lato garantire un numero di corse sufficiente affinché non si creino assembramenti per i pendolari che si spostano per lavoro, con l’obiettivo di passare dal 40 per cento di servizio offerti attualmente ad almeno un 60 per cento per i prossimi mesi; e dall’altro il mantenimento della distanza interpersonale e l’uso delle mascherine, per cui sarà possibile occupare solo alcuni posti all’interno dei vagoni, per non superare la capienza del 40 per cento.
La pianificazione della fase due, si baserà inoltre sulle informazioni che l’azienda sta raccogliendo tra un sondaggio inviato per mail a 500 mila utenti per capire, dopo queste emergenza, come cambieranno le loro abitudini di spostamento, il trasporto merci, la consulenza adr per i rifiuti da covid, ma soprattutto se qualcuno per paura preferirà l’utilizzo della macchina al posto di quello del treno.
Infine, Trenord ha anche aperto un confronto con il mondo industriale, con le università e con la regione per valutare la possibilità di modificare gli orari di ingresso nelle aziende o negli atenei così da alleggerire i flussi negli orari di punta.
Per Atm, l’azienda di trasporto pubblico milanese che attualmente trasporta il 5 per cento del volume dei passeggeri prima della crisi ma che comunque offre ancora il 75 per cento delle corse, invece, i piani per la la fase due si dividono tra metropolitana e mezzi di superficie.
L’ingresso in metropolitana sarà contingentato attraverso la chiusura dei tornelli, che una volta raggiunto il numero stabilito di passeggeri, non lasceranno passare più nessuno fino alla corsa successiva, predisponendo anche una segnaletica per guidare i flussi.
anche per i mezzi di superficie si studiano misure, con la possibilità di un controllore a bordo di ogni mezzo che gestisca il numero dei passeggeri.
Ma il cambio di abitudini riguarderà anche la mobilità in sharing: dalle società dei monopattini elettrici che spingono per l’ampliamento della flotta a tutto la città di milano, per permettere così di alleggerire il trasporto pubblico; a quelle dei motorini elettrici, come ad esempio GoVolt, che ha messo a disposizione la sua flotta per attività di pronto soccorso, pronto intervento, e delivery, fino alle macchine di share n’go che provano a ripartire con un nuovo servizio di noleggio lungo per famiglie, aziende e partite iva.







