Da luogo di degrado a comunità in lotta: la battaglia del campo rom di Chiesa Rossa

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Quelle che avete appena sentito sono le voci di alcune donne di etnia rom abitanti del campo nomadi di via Chiesa Rossa, a Milano. È iniziata in maniera turbolenta la visita da parte dell’eurodeputata della Lega Isabella Tovaglieri presso l’ormai ribattezzato “villaggio delle rose”. 

Dopo che è stato notificato l’avviso di sfratto ai rom che vivono nel campo di via Chiesa Rossa (la maggior parte di loro è cittadina italiana e residente a Milano), entro la fine dell’anno dovranno lasciare l’area comunale. 

La destinazione dei rom sgomberati non è ancora definita ma alcune famiglie potrebbero ottenere alloggi popolari.

Alle cronache conosciuto come luogo di degrado, spaccio e illegalità quello che oggi vi mostriamo però è l’altra faccia della medaglia: un luogo in cui persone come Aldo, e tanti altri, hanno saputo cogliere l’opportunità data dal comune all’inzio del 2000 quando è stato regolarizzato il campo: hanno costruito le loro case, lavorato e pagato sempre le tasse. E all’idea di dover lasciare quello che hanno costruito in questi anni non ci stanno.