Delitto di Garlasco, la difesa di Sempio vuole svelare il mistero del dna

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Sono più di 20 più i posti a casa di Chiara Poggi dove Andrea Sempio potrebbe aver appoggiato le mani. Tecnicamente si chiamano punti di contatto e sono stati ricostruiti dalla difesa di Sempio, indagato in questa seconda inchiesta per l’omicidio di Chiara Poggi. Nel 2007, epoca in cui Chiara venne uccisa, Sempio frequentava la casa della ragazza, in quanto amica del fratello Marco. Nel corso di questa nuova inchiesta è emerso come il dna estratto da due unghie di Chiara sia compatibile con quello della discendenza paterna di Sempio. Andrea è l’unico della sua famiglia, che frequentava il villino di via Pascoli dove Chiara è stata trovata morta da Alberto Stasi, l’allora fidanzato condannato in via definitiva. Dall’incidente probatorio, che si chiuderà il 18 dicembre, in cui sono state analizzate impronte dell’epoca e oggetti già sequestrati nel 2007, è emerso come l’unico dna estraneo alla famiglia rinvenuto sia quello di Sempio. Vi è anche sulla cannuccia di un’estathe del dna di Stasi. Stando alla relazione della perita Denise Albani, non si può stabilire se il dna estratto dalle unghie di Chiara sia da contatto o da trasposizione. Proprio in quest’ottica la difesa dell’unico indagato ha provato a ricostruire i possibili punti di contatto, grazie alla collaborazione con la genetista Marina Baldi e con l’esperto della scena del crimine Armando Palmegiani. I consulenti si sono procurati una cartina della casa e con gli aiuti dei ricordi di Sempio hanno ricostruito in punti della casa in cui lui si ricorda di essere stato per fare qualcosa quindi presumibilmente può aver toccato degli oggetti, che potrebbe avere toccato anche Chiara. In questo modo si spiegherebbe come il dna del ragazzo sia finito sulle unghie della ragazza uccisa. Intanto continuano le indagini difensive e giovedì Sempio, gli avvocati e i consulenti di parte si riuniranno a Roma per altri esami.