Delitto di Garlasco, la perizia: ”Il dna non è attribuibile solo ad Andrea Sempio”

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Il dna è contaminato e troppo scarso. E per l’avvocato di Andrea Sempio, Liborio Cataliotti, la perizia Albani, ennesimo tassello dell’indagine sul delitto di Garlasco, non è una prova a carico del suo assistito. Lo dice dopo aver ritirato le 94 pagine con le conclusioni della perita nominata dal Gip.  Cataliotti, che difende Sempio unico indagato di questa seconda inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, esclude addirittura che la perizia sul dna emerso dalle analisi delle unghie di Chiara abbia un valore ai fini dell’indagine.

In pratica nelle sue conclusioni Albani riporta la lancetta indietro di più di dieci anni quando venne redatta la perizia De Stefano, che per primo parlò di dna maschile e frammisto. La stessa Albani scrive “Le strategie analitiche adottate nel 2014 hanno di fatto condizionato le successive valutazioni perché non hanno consentito di ottenere esiti replicati (congiuntamente comparabili) al fine di giungere a un risultato che fosse certamente affidabile e consolidato o, diversamente, certamente non interpretabile perché caratterizzato da artefatti.

Ma allora di chi è il dna estratto dalle unghie? La perizia esclude tutti gli altri soggetti coinvolti nell’incidente probatorio e lo attribuisce a Sempio o alla sua linea paterna. Quindi non è dei suoi amici Capra, Freddi e Biasibetti, ma nemmeno dei famigliari di Chiara Poggi o delle sue cugine Paola e Stefania Cappa. Albani esclude anche Alberto Stasi, l’allora fidanzato condannato per l’omicidio di Chiara, e l’amico Marco Panzarasa. Ma anche se attribubiile il dna potrebbe non essere sufficiente, perché non databile. Così come non lo sono le impronte. La perizia non chiarisce come sia finito sotto le unghie della ragazza.

Ora manca la consegna della perizia del medico legale Cristina Cattaneo e non si conoscono i risultati della Bpa. Le indagini quindi proseguono.