Il fine vita torna ad accendere lo scontro politico in Lombardia. Tra richieste di regole certe, divisioni nel centrodestra e il timore di nuove fughe in avanti su un tema che da anni divide il Paese.
In Regione Lombardia l’assessore al Welfare Guido Bertolaso ha annunciato un documento con le indicazioni operative per Ats e Asst chiamate a gestire le richieste di suicidio medicalmente assistito. Un vademecum che, secondo quanto anticipato dal Corriere della Sera, sarebbe già stato condiviso con i capigruppo regionali e che potrebbe arrivare presto in Consiglio regionale a Milano.
Un passaggio che però agita la maggioranza. Fratelli d’Italia parla di “errore politico”, ricordando che nel 2024 il Pirellone aveva già fermato la proposta di legge sul fine vita promossa dall’associazione Luca Coscioni, ritenendo la materia di competenza nazionale. Anche una parte della Lega chiede che sia il Parlamento a intervenire dopo le sentenze della Corte Costituzionale.
Favorevoli invece le opposizioni, che da tempo chiedevano una norma regionale. Per il Pd la Lombardia deve scegliere se fare una legge propria o mandare una proposta a Roma. Il Movimento 5 Stelle parla di un primo passo, ma non sufficiente, e chiede procedure e tempi certi per chi vive condizioni di estrema sofferenza.
Intanto il tema approderà anche in Senato: la discussione nazionale sul fine vita è stata calendarizzata per il 3 giugno.







