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Fine vita, nuovo tentativo in Lombardia: depositate 17mila firme

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Oltre 17mila firme per riaprire in Lombardia la partita sul fine vita. Sono quelle raccolte dall’Associazione Luca Coscioni per la nuova proposta di legge di iniziativa popolare, più del doppio rispetto alla prima raccolta.

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Il presidio è partito da piazza Duca d’Aosta, poi gli scatoloni sono arrivati fino all’ingresso del Pirellone e da lì negli uffici del Consiglio regionale, dove le firme sono state depositate per dare ufficialmente il via all’iter.

È il secondo tentativo. La precedente proposta non era mai stata discussa nel merito: la maggioranza l’aveva fermata con una pregiudiziale di incostituzionalità, sostenendo che sul fine vita dovesse intervenire lo Stato.

Da allora però il quadro è cambiato. La Corte costituzionale ha chiarito gli spazi di intervento delle Regioni e ad agosto in Lombardia c’è stato anche il primo suicidio medicalmente assistito con il coinvolgimento del sistema sanitario regionale, quello di Domenico Zuccarella.

A rendere possibile il percorso, le linee guida emanate dall’assessorato al Welfare guidato da Guido Bertolaso.

Ed è proprio qui il punto della nuova proposta: trasformare quelle indicazioni in regole stabili, che non dipendano dalla scelta di una giunta o di un assessore.

Con la consegna delle 17.387 firme, adesso la discussione torna al Pirellone.