Il caldo non aiuterà a sconfiggere il coronavirus, lo studio

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Le temperature alte potrebbero avere un effetto benefico sull’epidemia del coronavirus? La scienza sembra propendere verso il no. L’estate non servirà a rallentare l’ondata di contagi, anche se non ci sono pareri univoci.

Per esempio negli Stati Uniti, un gruppo di scienziati ha scritto una lettera aperta all’amministrazione per spiegare che il coronavirus non sembra scomparire con temperature più calde. Nella loro lettera, i membri del comitato dell’Accademia Nazionale delle Scienze hanno spiegato che i dati non sono certi sul fatto che il coronavirus si diffonda facilmente nella stagione calda come nella stagione fredda, ma che ciò potrebbe non importare molto dato che nel mondo il numero di persone immuni al coronavirus ora come ora è bassissimo.

“Esistono alcune prove che suggeriscono che il coronavirus si possa trasmettere in modo meno efficiente in ambienti con temperatura e umidità più elevate, tuttavia, data la mancanza di immunità dell’ospite, questa condizione non porterebbe a una riduzione significativa della diffusione della malattia senza la concomitante adozione di importanti interventi di sanità pubblica”, scrive nella lettera il panel di scienziati.

Un altro studio scientifico sui coronavirus più comuni reso noto dallo University College di Londra, che ha preso in analisi campioni raccolti diversi anni fa, ha evidenziato alti tassi di infezione da coronavirus verificatisi nel mese di febbraio e livelli bassissimi durante l’estate. Ma secondo gli autori che hanno firmato lo studio il problema è che il nuovo coronavirus potrebbe essere un’eccezione visto che c’è ancora una grande porzione di popolazione mondiale senza anticorpi pronti a rispondere a questo agente infettivo completamente nuovo. Impossibile sapere se stavolta il modello stagionale seguirà quello degli altri coronavirus.

A riguardo però ci sono pareri discordanti. Infatti, a detta di Guido Silvestri, capo dipartimento di Patologia alla Emory University di Atlanta, nonché direttore della Divisione di Microbiologia e Immunologia allo Yerkes National Primate Research Center, il momento fatidico potrebbe arrivare con ogni probabilità in estate.

Intervistato dal quotidiano Il Messaggero, Silvestri è sicuro della vittoria finale: “Il nuovo coronavirus, tra i virus, non è nemmeno nella lista dei peggiori, lo sconfiggeremo. Dobbiamo aspettarci una tregua nell’ aggressività del contagio durante la stagione estiva”.