Il destino del Meazza infiamma l’aula del consiglio, la maggioranza si sfalda ancora

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Il destino del Meazza torna ad accendere il dibattito politico milanese. Nell’ultima seduta, lunedì sera, l’aula di Palazzo Marino si è accesa su una mozione presentata dal consigliere della Lega, Pietro Marrapodi, che chiedeva alla Giunta e al sindaco di fare tutto il possibile affinché il nuovo stadio venga realizzato all’interno dei confini della città. Una richiesta che potrebbe sembrare innocua, non fosse che nelle ultime settimane si è cominciato a parlare di Sesto San Giovanni come possibile area a cui le squadre, Inter e Milan, starebbero guardando in alternativa al quartiere di San Siro.

Il documento ha incassato il parere favorevole della Giunta, su cui si è espresso l’assessore all’Urbanistica, Giancarlo Tancredi, ed è stato successivamente approvato con 22 voti a favore. Ma nel corso del dibattito, a differenza di quanto accade solitamente dopo un semaforo verde da parte della Giunta, le fila della maggioranza hanno mostrato alcune crepe. E non sono solo quelle ormai note dei Verdi, che insistono a chiedere che si apra al più presto il dibattito pubblico che coinvolga la cittadinanza, pur continuando a sostenere la riqualificazione del Meazza.

Anche il consigliere del Partito Democratico Alessandro Giungi ha deciso di non votare il documento, spiegando di essere favorevole al mantenimento, con riqualificazione, del Meazza e dunque di non voler votare una mozione che parla del nuovo stadio come se fosse cosa già fatta.

E anche l’ex assessore alla Casa, Gabriele Rabaiotti, che oggi siede nei banchi della Lista Civica Beppe Sala Sindaco, ha espresso una posizione alquanto critica nei confronti della giunta, sottolineando che l’interesse pubblico che il Comune ha dato alle opere previste dai club, per quanto condizionato, doveva essere sospeso.