Giovanni Oggioni, ex dirigente comunale milanese, ha scelto di non rispondere alle domande del giudice per le indagini preliminari di Milano, Mattia Fiorentini. L’ex direttore dello Sportello unico edilizia e fino a gennaio vicepresidente della Commissione paesaggio si trova agli arresti domiciliari con le accuse di corruzione, depistaggio e falso, nell’ambito di un’inchiesta della Guardia di Finanza sull’urbanistica, coordinata dai pm Marina Petruzzella, Paolo Filippini e Mauro Clerici.
Secondo l’accusa, Oggioni avrebbe favorito la società Abitare In in almeno cinque interventi immobiliari, tra cui il Lambrate Twin Palace e Porta Naviglio Grande, ottenendo in cambio l’assunzione della figlia nella società con contratti dal 2020 al 2023 per oltre 124mila euro, senza dichiarare conflitti di interesse. Inoltre, avrebbe percepito un compenso di 178mila euro tra il 2022 e il 2024 da Assimpredil Ance, associazione dei costruttori, condizionando le pratiche edilizie di undici imprese. È accusato anche di aver cancellato dati dal cloud dopo il sequestro dei dispositivi e di aver fatto passare progetti edilizi per ristrutturazioni, aggirando i vincoli urbanistici.
La difesa dell’ex dirigente comunale respinge le accuse e si prepara a chiedere la revoca o l’attenuazione della misura cautelare.
L’avvocato Giovanni Brambilla Pisoni ha dichiarato che Oggioni è molto provato dalla vicenda e attende di visionare gli atti dell’inchiesta prima di rilasciare dichiarazioni o presentare una memoria difensiva.
Nei prossimi giorni si terranno gli interrogatori degli altri tre indagati, tra cui il progettista Marco Cerri, per i quali la Procura ha chiesto misure interdittive. Il gip dovrà decidere se applicarle.







