I casi di legionella tra Corsico e Buccinasco salgono a 56, in quello che ancora resta di fatto un mistero. Già, perché l’origine della contaminazione non è ancora stata chiarita del tutto, sebbene i primi casi risalgano ormai a 5 mesi fa, allo scorso aprile.
Al momento, le ricerche di ATS si stanno concentrando sulla rete idrica, che è stata sottoposta nelle scorse settimane a un processo di clorazione.
Ad oggi, sono ancora cinque le persone ricoverate, mentre la conta dei decessi è ancora ferma a quattro, tutti ultrasettantenni con patologie pregresse. In totale, 50 casi sono stati registrati a Corsico, e i restanti 6 nel territorio di Buccinasco.
L’assessore regionale al welfare, Guido Bertolaso ha convocato in queste ore un tavolo di tecnici e specialisti per affrontare la questione. Un modo anche per rassicurare gli abitanti dei due comuni dell’hinterland milanese.
Nelle scorse ore, inoltre, l’ATS di Milano aveva fatto il punto della situazione: dei 56 casi registrati, 50 presentavano fattori di rischio. Le analisi e le indagini epidemiologiches, microbiologiche e ambientali specifiche sono in corso, hanno aggiunto da Corso Italia, e i campionamenti sono arrivati a quota 80.
Rassicurazioni sono arrivate sul fronte delle fontane pubbliche – spente subito dalle amministrazioni comunali all’insorgere dei primi casi – e su quello delle torri di raffreddamento. Stesso discorso per le acque del Naviglio Grande, anch’esse risultate negative al batterio, anche se le case degli ammalati risultano distribuite lungo una linea longitudinale che attraversa il territorio dei due comuni proprio lungo il Naviglio.
Per ora, restano attive le ordinanze comunali che impongono a tutti gli amministratori di condominio di fare i necessari interventi di manutenzione degli impianti idro-sanitari e permane la forte raccomandazione alla cittadinanza di sottoporre a manutenzione anche i filtri dei rubinetti e le docce.







