Liceo Parini, fine occupazione? Gli studenti divisi: “Una minoranza vuole andare avanti”

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Non sarebbero tutti d’accordo gli studenti del liceo Classico Parini di Milano sulla chiusura dell’occupazione già in atto da lunedì 4 marzo. Alcuni di loro propendono per il proseguire la protesta. Altri invece vorrebbero chiuderla qui. A confermarlo è il preside del Liceo, Massimo Nunzio Barrella, da giorni al centro di una polemica ormai diventata politica, dopo aver dato dei “fascisti” ai suoi studenti per aver occupato la scuola. 

A rispondergli era stato proprio il sindaco di Milano, Beppe Sala, definendo fuori luogo le parole del Preside. Dall’altra parte il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana che in qualche modo ha appoggiato il preside ritenendo “giusto evitare le occupazioni”. 

Una polemica dunque che è sfociata nella politica, ma non per i motivi degli studenti. 

Gli stessi che da settimane, a turno, stanno occupando i vari licei milanesi per vari motivi: la guerra in Palestina, per un servizio scolastico migliore e per una maggiore attenzione ai temi che riguardano la salute mentale. 

Ma in questo clima di occupazioni studentesche, i giovani denunciano una non risposta da parte del ministro dell’Istruzione Valditara, sostenendo che “l’unica vera risposta da parte di Valditara e del Governo è la repressione come dimostrano le manganellate a Pisa, Catania e Firenze o il tentativo di invisibilizzare le proteste attraverso la circolare inviata alle scuole sulla “stretta alle occupazioni”, ha dichiarato Bianca Chiesa, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Studenti. 

Ormai siamo a quota 6 istituti oggetto di occupazioni e autogestioni, ma la protesta non si ferma. Infatti gli studenti continueranno la mobilitazione con sit-in, scioperi e cortei: il primo appuntamento è fissato per venerdì 8 marzo in occasione dello sciopero nazionale transfemminista.