È di nuovo nei guai il capo ultrà milanista Luca Lucci, già arrestato nell’inchiesta milanese sulle curve di San Siro, il 42 enne è infatti stato raggiunto da un’altra ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito di un’indagine della guardia di finanza di Pavia coordinata della direzione distrettuale antimafia di Milano. L’operazione ha portato a galla i traffici di un’associazione vicina alla cosca dell’ndrangheta dei Barbaro che avrebbe importato e distribuito oltre due tonnellate di stupefacenti tra Lombardia e Calabria.
Le accuse mosse contro Lucci, riguarderebbero una serie di presunti episodi di spaccio di droga per “ingenti quantitativi”, di hashish, rivenduti in particolare a Milano attraverso importazioni dalla Spagna.
Le indagini hanno rivelato che Lucci operava principalmente nel quartiere Comasina. Nel quartiere Barona, invece, un altro indagato, Nazzareno Calajò, detto “Nazza”, è stato condannato a 17 anni e 9 mesi di reclusione per traffico di droga.
Nell’ordinanza a Lucci, però, non viene contestata l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico, che riguarda, invece, una decina di persone tra i 20 arrestati Le indagini si basano su messaggi intercettati tramite la piattaforma Sky-Ecc, . Piattaforma attraverso la quale sarebbero stati movimentati per anni quantitativi di droga enormi da un Paese all’altro, anche fotografando i carichi che partivano o arrivavano.
Le indagini hanno permesso la ricostruzione di episodi relativi all’importazione e alla distribuzione di due tonnellate di cocaina e hashish e 173 chili di eroina. Sono stati sottoposti a sequestro circa 250 chili di droga e la somma di 800 mila euro, intercettati prima del trasferimento all’estero.
Nel maggio del 2022, tra l’altro, il capo ultrà milanista era già stato condannato a 7 anni di reclusione con rito abbreviato, dopo un’inchiesta su un presunto traffico di droga, tra hashish, marijuana e cocaina







