A Milano la pioggia battente non ha fermato la folla: oltre diecimila persone hanno invaso le strade per lo sciopero generale indetto dall’Unione Sindacale di Base contro il genocidio in Palestina. Dal mattino presto piazzale Cadorna si è riempito di striscioni e bandiere, con in testa lavoratori, studenti, ma anche medici e infermieri. Tra le rivendicazioni lo stop al finanziamento degli armamenti a discapito di sanità e salari, il boicottaggio delle aziende legate a Israele e il sostegno allaGlobal Sumud Flotilla, la missione internazionale che cerca di portare aiuti umanitari via mare a Gaza.
Il corteo si è mosso lentamente tra le vie del centro, un serpentone colorato che ha sfidato il maltempo fino a raggiungere la Stazione Centrale. Durante il tragitto alla folla si è unito anche il corteo studentesco, raddoppiando la forza e la voce della mobilitazione.
Tra i momenti più forti, prima degli scontri la stazione centrale, il flash mob in piazza della Repubblica: un silenzio improvviso, rotto solo dal suono lugubre dei droni, registrato e diffuso per ricordare i bombardamenti su Gaza. Poco dopo, davanti al consolato americano, il corteo si è acceso: bandiere statunitensi, europee e israeliane sono state bruciate e dalla folla si sono alzati cori contro le responsabilità di Washington.
La giornata di protesta, proclamata dall’USB, ha portato a Milano un fiume umano che chiede giustizia e pace, trasformando le strade della città in un grande grido collettivo contro la guerra.







