Le forbici sembrano decisamente affilate, pronte a serrarsi sui già complessi bilanci degli enti locali. La manovra 2025 che il Governo sta assemblando a Roma potrebbe abbattersi ancora una volta sui Comuni, che già in più occasioni hanno visto ridursi le capacità di spesa dalle richieste dei governi.
Nelle sue ultime uscite, il Ministro Giorgetti ha più volte parlato di sacrifici, ma sono tanti i sindaci che sono pronti a battagliare, non ultimo quello di Milano, Beppe Sala.
Che la prossima finanziaria sia all’insegna dei tagli, questo è chiaro a tutti. Dove andrà a cadere con esattezza la lama, però, ancora non è chiaro. D’altronde, le stime per il futuro della nostra economia sono tutt’altro che rosee. Lo stesso Giorgetti ha sottolineato che “le recenti revisioni delle stime dell’Istat comportano una correzione al ribasso sulla crescita acquisita, che rende più difficile il conseguimento di una variazione reale annuale del Pil dell’1% per l’anno in corso”.
Il ministro ha comunque dato alcune delucidazioni sul Piano strutturale di Bilancio, con una serie di “riforme sulla tassazione” e con “azioni tese a rendere il sistema tributario più efficiente, più favorevole alla crescita e più vicino alle esigenze dei contribuenti”. La più rilevante tra queste, sinora, è quella che riguarderebbe la revisione dei valori catastali, non per fare l’aggiornamento dei valori di marcato, ma per andare a cercare le case fantasma.
Il titolare del Mef ha quindi confermato che in manovra punterà a rendere strutturali gli effetti del taglio del cuneo fiscale e all’accorpamento delle aliquote Irpef su tre scaglioni, puntando anche al sostengo alla natalità e alle famiglie più numerose. Un aumento di risorse, infine, si dovrebbe registrare sul fronte della sanità pubblica.







