Maxi inchiesta ‘Hydra’ su presunto sistema mafioso lombardo, al via il rito abbreviato: 45 imputati

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È iniziata con un rinvio la nuova pagina del maxiprocesso “Hydra” riguardante una presunta alleanza tra esponenti delle tre mafie, Cosa Nostra, ‘ndrangheta e camorra, per fare affari in Lombardia. Dopo le 62 condanne stabilite il 12 gennaio nell’abbreviato con pene fino a 16 anni, per un totale di 500 anni di carcere, si è aperto il filone con rito ordinario riguardante 45 imputati, celebrato a porte aperte nell’aula bunker del carcere di San Vittore di Milano.

Davanti ai giudici dell’ottava penale, con collegio Balzarotti-Speretta-Fanales, si presentano nomi quali Paolo Aurelio Errante Parrino, parente di Matteo Messina Denaro, detenuto al 41bis e che sarebbe stato al vertice del mandamento di Cosa Nostra della provincia di Trapani, e Gioacchino Amico, presunto vertice del “sistema mafioso lombardo” per conto della Camorra del clan dei Senese. E ancora Santo Crea, presunto boss della ‘ndrangheta, e Giancarlo Vestiti, presunto “luogotenente” della camorra.

A rappresentare l’accusa nel maxi procedimento scaturito dall’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia e dal Nucleo Operativo dei Carabinieri sono il procuratore Marcello Viola e i pm Rosario Ferracane e Alessandra Cerreti. Quest’ultima ha depositato il suo verbale del 3 febbraio, dal quale è emerso un nuovo pentito: si tratta proprio di Gioacchino Amico, uno degli imputati con rito ordinario. Cerreti ha anche presentato il dossier sull’altro nuovo collaboratore di giustizia Bernardo Pace, morto suicida in carcere tre giorni fa e condannato nell’abbreviato a 14 anni e 4 mesi.

Dopo la costituzione delle parti, il processo è stato rinviato al 30 aprile, per discutere delle questioni preliminari. Prima fra tutte, l’istanza presentata dall’avvocato Paolo Tosoni di ammissione a parte civile del Comune di Abbiategrasso, per anni residenza di Errante Parrino.