Milano, bar senza dehor, parcheggi spariti e alberi cementificati: la nuova piazza Caiazzo fa discutere i milanesi

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Mercoledì mattina, ore nove: in piazza Caiazzo i clacson si mischiano al rumore dei cantieri. Qui il Comune sta ridisegnando uno snodo chiave tra corso Buenos Aires e la stazione Centrale. Un progetto da sette milioni e mezzo di euro, partito nella primavera del 2025 e destinato a cambiare volto a tutta la zona. Ma il risultato, almeno per ora, divide. 

I residenti parlano di parcheggi spariti, traffico moltiplicato e una quotidianità resa più difficile, soprattutto per chi ha attività commerciali o deve muoversi con furgoni e corrieri.

Molti bar hanno perso il dehors, nonostante le concessioni già pagate, e chi lavora in zona racconta una mobilità quasi impossibile. 

A completare il progetto ci sarà anche una nuova piazza tattica in via Doria, pensata per favorire la mobilità dolce ma che secondo molti residenti rischia di peggiorare traffico e sicurezza. Anche il verde paga un prezzo: diverse piante sono state tranciate o le radici cementificate alla base, con il rischio che crollino con il prossimo forte temporale e le nuove aiuole non convincono chi teme che diventino presto ricettacolo di degrado.

Siamo a due passi dalla stazione Centrale, in un’area già segnata da problemi di sicurezza, dove il rischio è che la riqualificazione si trasformi in un’altra zona grigia: meno auto, più spazi vuoti, ma anche più incertezze.

La fine dei lavori è prevista per il 2026, ma già si parla di ritardi. Intanto, piazza Caiazzo resta un quartiere a metà: tra il passato che resiste e un futuro che, per ora, convince poco.