Milano, dal primo intervento 40 anni fa al cuore meccanico: perché oggi il Niguarda è un’eccellenza mondiale dei trapianti

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Milano, dal primo intervento 40 anni fa al cuore meccanico: perché oggi il Niguarda è un’eccellenza mondialedei trapianti 

È al Niguarda che, il 23 novembre 1985, l’Italia capisce davvero che il trapianto di cuore è una strada possibile. Dopo Padova e Pavia, anche l’ospedale milanese firma il suo ingresso nella storia: è il terzo centro del Paese a realizzare l’intervento, con l’équipe del professor Alessandro Pellegrini. Un tassello che sancisce il ruolo di Niguarda nella costruzione della trapiantologia cardiaca italiana.

Quarant’anni dopo, quello stesso ospedale torna a riunire esperti e protagonisti per ripercorrere l’evoluzione di un percorso che ha cambiato la medicina. Nell’Aula Magna si è così celebrato non solo un anniversario, ma un salto tecnologico e clinico che ha portato l’Italia tra i Paesi con i migliori risultati al mondo: nel 2024 i trapianti cardiaci hanno raggiunto quota 413.

 E in quattro decenni  tanto è cambiato: dalle nuove terapie immunosoppressive ai criteri di selezione dei pazienti, dalle tecniche di preservazione del cuore trapiantato ai dispositivi di assistenza ventricolare, quei “cuori meccanici” che oggi sono un ponte fondamentale verso l’intervento. E mentre robotica e nuove tecnologie iniziano a ridisegnare la cardiochirurgia, il Niguarda si conferma capofila di queste innovazioni.

Quarant’anni dopo quel primo battito trapiantato, il Niguarda continua così a segnare il ritmo di un’Italia che nel cuore dei trapianti resta un’eccellenza.