Il 1° gennaio scorso, il Comune di Milano ha deciso di estendere il divieto di fumo a tutte le aree pubbliche della città, inclusi i dehors dei locali, a meno che non ci si trovi ad almeno 10 metri da un’altra persona. Una scelta fatta, oltre che per la salute dei cittadini, anche per i risvolti ambientali legati alla riduzione dell’inquinamento. Secondo Arpa Lombardia, infatti, il fumo delle sigarette è responsabile del 7% delle emissioni di polveri sottili.
Nel primo mese di divieti, però, le multe elevate dai vigili urbani sono state appena 19. Decisamente troppo poche per il consigliere comunale dei Verdi, Carlo Monguzzi, che ha pubblicato i dati.
Al Comune si può forse concedere il beneficio del dubbio sui tempi: un divieto varato da poco può avere un po’ di elasticità tra la sua introduzione e la conseguente repressione. Ma anche qui le cose sono proprio così lineari. Sono anni che l’amministrazione di Palazzo Marino ha bandito le sigarette da luoghi come parchi e fermate dei mezzi. Eppure, il tema è sempre lo stesso: chi controlla? Insomma, forse, per vedere dei veri cambiamenti servirà attendere ancora un po’.







