I dati

Milano, l’edilizia lombarda registra +3,7% nel 2025, ma quest’anno serve prudenza

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L’edilizia lombarda ha chiuso il 2025 con un volume d’affari in crescita del 3,7%, ma lo sguardo al futuro è accompagnato dalla prudenza. A pesare sono soprattutto l’aumento del costo dei materiali e le incertezze sulla domanda, aggravate dallo shock energetico provocato dalla chiusura dello stretto di Hormuz. Ciononostante, nei primi 3 mesi del 2026, l’edilizia regionale è cresciuta del 7% su base annua, trainata soprattutto dai cantieri pubblici. È quanto emerso da un’indagine di Unioncamere Lombardia, presentata a Milano.

Le criticità maggiori segnalate dagli imprenditori sono il costo dei materiali e la difficoltà a reperire personale. Il settore, infatti, risulta poco attrattivo per i giovani, nonostante ci siano molti corsi e indirizzi accademici di formazione.

La formazione, oggi, con i cambiamenti climatici in corso che richiedono standard di sostenibilità sempre più stringenti, è diventata una questione fondamentale. L’edilizia, quindi, è chiamata a una sfida cruciale per il territorio.

Altrettanto ardua è anche la questione del controllo dei cantieri edili. Durante la presentazione è stata citata l’inchiesta sul presunto sfruttamento degli operai impiegati nella costruzione del nuovo consolato statunitense. Una notizia accolta con sorpresa, per cui è necessario un pronto intervento sulla filiera.