A Milano Ponte Lambro, ogni forte temporale per qualche ora trasforma il quartiere in un riflesso di acqua e caos, strade allagate macchine sommerse e circolazione completamente bloccata.
Ma come sempre, una volta che la pioggia smette e l’acqua si ritira, tutto torna come prima: le strade si asciugano, le pozzanghere scompaiono, e la vita sembra riprendere il suo ritmo. Eppure, non tutto scorre via così facilmente. Quando l’acqua se ne va, restano i veri problemi: i negozi chiusi, i servizi che mancano e diventano sempre meno, la microcriminalità l’isolamento degli anziani e dei più fragili.
Con la chiusura dei servizi essenziali, il rischio è che il quartiere si trasformi in un dormitorio in cui aumenta anche il rischio di criminalità, per via dei sempre più numerosi spazi poco frequentati o abbandonati.
Un altro problema riguarda il mercato comunale sempre più vuoto e senza esercenti che partecipino ai bandi di assegnazione, e non va meglio per le altre attività commerciali, facendo un giro tra le vie la maggior parte dei negozi ha la saracinesca abbassata. senza alcuna progettualità nessun ha voglia di investire sul quartiere.
Gli abitanti del quartiere denunciano così ma la mancanza di interventi per migliorare i servizi e affrontare il disagio sociale mentre continuano a emergere nuove problematiche, come voci sulla presenza anche di una moschea abusiva in via degli Umiliati.







