Milano, presidio ‘Basta morti in strada’ per i morti di piazza Ovidio e via XXII marzo

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I segni del gesso ancora sull’asfalto, a segnare gli ultimi due morti sulle strade milanesi. Il primo, 75 anni, travolto e ucciso lo scorso 17 marzo da un tir in piazza Ovidio, a est; l’altro 23 anni, deceduto dopo essersi schiantato contro un taxi in sella alla sua moto, nella notte tra venerdì 20 e sabato 21 marzo, poco vicino, in via XXII Marzo. Con lui è morta la ragazza che stava conoscendo, 20 anni.

Anche per loro, come per tanti altri, è stato organizzato un presidio sotto l’imperativo “Basta morti in strada!”. Una decina di manifestanti appartenenti a varie sigle, tra cui “Città delle persone”, si sono radunati nel tardo pomeriggio di lunedì 23 marzo in piazza Ovidio, all’angolo con via Salomone, dove è avvenuto il primo impatto mortale. Lì hanno acceso candele e steso striscioni in ricordo del 75enne, investito mentre attraversava con il rosso poco lontano dalle strisce. Nonostante la dinamica, gli attivisti non hanno potuto fare a meno di notare come l’uomo fosse una persona fragile, essendo dotato anche di apparecchio acustico. La loro denuncia, quindi, verte sulla viabilità, che a detta loro deve essere potenziata per evitare tragedie anche in caso di responsabilità dei pedoni.

Dopo un presidio statico, commentato da alcune canzoni a basso volume, gli attivisti si sono quindi spostati in bicicletta sul luogo dell’altro schianto. Anche qui, il ragazzo pare postasse video in cui si riprendeva mentre andava a folle velocità a bordo del proprio mezzo infrangendo il codice della strada e i semafori, fino all’urto fatale contro il taxi dopo non aver osservato il rosso. Ma anche qui, gli attivisti, ponendo un fiore, si sono interrogati sui motivi culturali che portano un giovane ad agire così.

Presente al presidio anche l’assessore allo Spazio Pubblico e all’Edilizia Scolastica del Comune di Milano, Marco Mazzei, uno dei maggiori sostenitori delle Zone 30 in città, che a detta sua darebbero un forte contraccolpo a questi incidenti mortali.