Le immagini delle strade allagate e delle auto sommerse a settembre sono ancora vive nella memoria dei milanesi. Ma a distanza di due mesi, per i danni dell’ultima esondazione del Seveso, Milano resta esclusa dallo stato di emergenza nazionale dichiarato dal governo lo scorso 6 novembre.
Una decisione che ha scatenato la polemica del Partito Democratico, che parla di scelta “inspiegabile” e chiede di estendere i fondi anche al capoluogo lombardo e ai comuni della città metropolitana.
Secondo l’interrogazione parlamentare presentata dalla deputata e segretaria regionale del PD Silvia Roggiani – firmata anche dai deputati Cuperlo, Girelli, Guerini, Quartapelle e Peluffo – le piogge eccezionali di settembre avevano coinvolto l’intero bacino del Seveso, con gravi allagamenti nei quartieri di Niguarda, Isola e Bovisa, oltre che nei comuni limitrofi.
Danni a negozi, abitazioni e infrastrutture che ora rischiano di restare senza copertura economica. Da qui la richiesta al ministro della Protezione Civile di chiarire i criteri con cui sono stati selezionati i territori ammessi ai fondi e di correggere quella che il PD definisce una “scelta incomprensibile” che penalizza Milano e i suoi cittadini.
“ Escludere Milano rappresenta una scelta che deve essere corretta con la massima urgenza”, conclude la deputata del pd







