Gli studenti del Liceo Scientifico Leonardo da Vinci di Milano hanno dato il via, lunedì 24 marzo, a un’occupazione che proseguirà fino a venerdì 28. Al centro della protesta ci sono le recenti decisioni del Consiglio d’Istituto e l’istituzione un gruppo di supporto fatto di docenti e genitori incaricato di valutare e, se necessario, bloccare la diffusione di volantini e l’affissione di striscioni.
La tensione è aumentata dopo il divieto di distribuire proprio dei volantini legati al Giorno della Memoria, lo scorso 27 gennaio. A questo si è aggiunta la bocciatura di tre assemblee d’istituto su transfemminismo e violenza di genere, tutela dei migranti, e sui quesiti referendari motivate dall’assenza di un contraddittorio.
Gli studenti chiedono così l’abolizione del nuovo gruppo di supporto e il ripristino del diritto di espressione all’interno dell’istituto, lasciano aperto il confronto e il dialogo con la dirigenza scolastica.
La scuola, tra le più prestigiose di Milano e d’Italia, non è nuova a mobilitazioni: l’ultima occupazione risale allo scorso anno. Questa volta sul posto è intervenuta subito la digos per monitorare la situazione, ma dal picchetto fino all’occupazione della scuola, tutto si è svolto senza tensioni.







