Davanti al Pirellone oggi a farsi sentire sono stati gli studenti universitari. Un presidio rapido ma determinato per denunciare i tagli al diritto allo studio e un buco da 47 milioni di euro per pagare le borse di studio che, secondo le associazioni studentesche, Regione Lombardia non copre, scaricando il peso sui bilanci delle università.
Un meccanismo che costringe gli atenei a usare risorse proprie per garantire le borse di studio agli idonei, togliendo fondi a mense, servizi e strutture. Con la fine dei finanziamenti PNRR, avvertono gli studenti, la situazione rischia di peggiorare ulteriormente proprio mentre il bilancio regionale 2026 è in discussione.
Nel mirino anche il semestre filtro di Medicina, giudicato dagli universitari un flop: una selezione che non ha risolto il problema degli accessi e che, senza un rafforzamento delle borse e dei servizi, rischia di diventare un ulteriore ostacolo per chi studia con redditi più bassi.
La richiesta resta una sola: fondi strutturali e certi per il diritto allo studio, senza far pagare il conto alle università e agli studenti.







