Milano, via Savona 105, il maxi cantiere bloccato: le voci delle famiglie sospese

Featured Video Play Icon

Cinque anni di attesa. Cinque anni senza casa, con mutui aperti, risparmi svaniti e nessuna certezza. È la realtà drammatica vissuta da decine di famiglie milanesi coinvolte nel blocco di circa 150 cantieri, fermi a causa delle inchieste giudiziarie su presunti abusi edilizi. Famiglie che hanno acquistato appartamenti sulla carta, spesso versando acconti importanti e che oggi si ritrovano in mezzo ad un incubo. Lo sciopero della famse itinerante organizzato dal comitato famiglie sospeese vite in attesa  ha così ripreso giovedì 5 giugno,  dopo Scalo House, il presidio si è spostato in via Savona, dove sorgeva l’ex fabbrica Osram: lì sarebbe dovuto nascere il nuovo complesso residenziale Savona 105, firmato da AbitareIn. Un piano di rigenerazione urbana, già bonificato e pronto agli scavi, ma rimasto bloccato nel limbo burocratico, a seguito delle indagini in corso.

Eppure, nonostante tutto, molti acquirenti non vogliono ritirarsi: nella zona i prezzi sono saliti alle stelle e con quanto versato anni fa oggi non riuscirebbero nemmeno a comprare un monolocale. 

C’è chi ha investito i risparmi della pensione, chi vive in affitto con figli piccoli, chi si trova strozzato tra debiti e incognite. Una generazione di “proprietari senza casa” che continua a lottare, affamata non solo di giustizia, ma di un futuro.