Movida selvaggia: I residenti del Lazzaretto prepara la causa contro Palazzo Marino

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Musica ad alto volume e schiamazzi fino a tarda notte. Il rilevatore di decibel schizza sopra a quota 80, anche se per legge non si potrebbe superare il limite di 50. Ma nel cuore del Lazzaretto, l’area racchiusa tra via Lecco, via Tadino, via Palazzi e largo Bellintani non c’è solo il rumore. Ci sono anche sporcizia diffusa e, soprattutto, risse e pestaggi sempre più frequenti. E i residenti sono arrivati al limite della sopportazione. Non solo nei confronti dei giovani che affollano oltre ogni immaginazione le strade sotto casa fino alle ore più piccole, con conseguenti notti insonni e giustificati timori nel rientrare a casa propria. Ma anche, e forse soprattutto, nei confronti di chi a questa situazione dovrebbe porre un argine, ossia il Comune di Milano.

Proprio contro Palazzo Marino, oltre che contro gli esercenti, gli esasperati residenti presenteranno quindi una causa civile per ottenere un risarcimento danni contro la movida selvaggia di questi anni.

In quello che è stato ribattezzato il Rainbow District di Milano per la sua vocazione LGBTQ, gli abitanti non ci stanno a continuare a subire degrado, schiamazzi, danni alle auto, minacce, furti, rapine e, oltre al risarcimento danni, chiedono l’applicazione di rimedi definitivi affinché questi situazione non continui oltre.

Pronti a presentare foto, filmati, testimonianze e perizie fonometriche, il Comitato punta a emulare quanto già accaduto nel quartiere San Salvario a Torino, dove una causa civile ha costretto il Comune a risarcire un milione e duecentomila euro a una trentina di residenti. Un conto salato che anche Palazzo Marino potrebbe trovarsi a dover pagare.