Muore di freddo vicino alla metro, riapre l’emergenza clochard a Milano

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Il freddo, ancora una volta, diventa letale. A perdere la vita è Andrea, 34 anni, senza fissa dimora, trovato lunedì mattina in condizioni gravissime nei pressi del capolinea della metropolitana di San Donato. Il ricovero d’urgenza al Policlinico non è bastato. L’ipotesi più probabile è l’ipotermia: nessun segno di violenza, solo temperature rigide e una notte passata all’aperto. Una morte che riaccende i riflettori sull’emergenza clochard in città, proprio nei giorni più freddi dell’anno.

Dal 17 novembre è attivo il Piano Freddo del Comune di Milano, che prevede accoglienza notturna, pasti caldi, assistenza sanitaria e monitoraggi sul territorio. Finora sono circa 450 le persone accolte, in gran parte uomini, ma il dato che colpisce è un altro: quasi due su tre non erano mai state seguite prima dai servizi sociali.

In città sono operativi nove centri emergenziali, per un totale di oltre 300 posti, con strutture dedicate anche a donne sole e a chi vive con animali domestici. Nei prossimi giorni sono previste nuove aperture, per aumentare ulteriormente la capienza.