Olimpiadi Milano-Cortina 2026, centri sociali pronti a scendere in piazza se Trump viene a Milano

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La notizia del possibile arrivo del presidente statunitense Donald Trump a Milano domenica per tifare la nazionale di hockey maschile all’Arena Santa Giulia se giocherà per l’oro alle Olimpiadi non sta mandando in fibrillazione solo Prefettura e Questura. Infatti, i centri sociali, già scesi in piazza quando arrivarono il vice JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio accompagnati dall’ICE, sono pronti a rifarlo. A prometterlo, tra i tanti, il Leoncavallo e il Lambretta.

La mobilitazione è stata lanciata con lo slogan di protesta NO ICE, NO KINGS, NO Trump, un motto già diffuso negli Stati Uniti, in particolare in risposta alle politiche di immigrazione e alla presidenza di Donald Trump. “Un leader apertamente neofascista, che si vede più come Re che come presidente, non è il benvenuto nella Milano città medaglia d’oro della Resistenza. Il suo progetto razzista e violento non può trovare spazio”, si legge nel post condiviso da varie realtà.

L’intenzione di scendere in piazza qualora si palesasse Trump a Milano è stata lanciata dalla sezione milanese della rete No Kings. L’iniziativa ha riunito reti sociali, associazioni, collettivi studenteschi, sindacati, ong e attivisti, ma anche sigle come Arci, Anpi e Libera.

Nella giornata intanto si è tenuto il tavolo della riunione del comitato per l’ordine pubblico in Prefettura, che ha discusso delle misure di sicurezza da mettere in campo per l’arrivo del presidente Trump. Si è parlato sin da subito di un soggiorno rapido, senza fuori programma, ma una sua toccata e fuga solo all’Arena Santa Giulia per il match di hockey per poi partire per Verona e assistere alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi.