Arriva da Atene, attraversa il cielo del Quirinale e accende la corsa verso Milano-Cortina 2026. La fiamma olimpica approda in Italia davanti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e a Kirsty Coventry, presidente del Comitato Olimpico Internazionale, segnando l’avvio degli ultimi due mesi prima dei Giochi invernali che riportano il nostro Paese al centro del mondo vent’anni dopo Torino. E da quella piazza parte subito il messaggio più forte: pace. Mattarella lo dice chiaramente: questa fiamma non è coreografia, è un richiamo universale.
La tregua olimpica — quella che in Grecia fermava le guerre — deve valere anche adesso. E il mondo, almeno stavolta, sembra aver ascoltato: 165 Paesi hanno votato a favore all’ONU, compresa la Russia. Una foto geopolitica che, di questi tempi, è quasi un miracolo.
Intanto la torcia si prepara al suo viaggio italiano: 12.000 chilometri, 20 regioni, 110 province, 60 città e più di 10.000 tedofori. Un serpentone di luce che parte dallo Stadio dei Marmi e attraversa il Paese intero, dai borghi alle montagne, dai siti UNESCO alle metropoli, fino ad arrivare a Milano per la cerimonia inaugurale del 6 febbraio.







