È innocente e non c’è alcun reato. È questa la linea difensiva tenuta dagli avvocati Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana a difesa dell’influencer Chiara Ferragni. L’imprenditrice è imputata per truffa aggravata sui casi di presunta pubblicità ingannevole del Pandoro Balocco Pink Christmas e delle uova di Pasqua Dolci Preziosi, in un processo con rito abbreviato che coinvolge anche l’ex collaboratore di Ferragni, Fabio Damato, e il presidente di Cerealitalia, Francesco Cannillo.
Per l’influencer l’aggiunto Eugenio Fusco e il pm Cristian Barilli hanno chiesto una condanna a un anno e 8 mesi senza attenuanti, perché secondo loro il suo ruolo nelle campagne commerciali con cui sarebbe stata eseguita la presunta truffa è stato preminente.
Nelle dichiarazioni spontanee, rese il 25 novembre scorso, però Chiara Ferragni ha ribadito la propria innocenza, confermando di aver agito in buona fede e senza che nessuno lucrasse, ipotizzando solo un possibile errore di comunicazione. Dopo aver ascoltato la linea difensiva, l’influencer si dice fiduciosa.
L’imprenditrice ha già effettuato risarcimenti e donazioni per 3,4mln di euro, mentre i Finanzieri le hanno attribuito presunti ingiusti profitti per 2,2mln di euro, ottenuti ingannando follower e consumatori. Uno dei temi cardine del processo è infatti la “minorata difesa” degli utenti che la seguono su Internet, avallata dal la ‘Casa del consumatore’, unica parte civile, che sostiene attraverso il legale Aniello Chianese come un influencer sia determinante sulla scelta degli acquisti di chi lo ascolta. Se questa accusa cadesse, ci sarebbero proscioglimenti per mancate querele.







