Processo Impagnatiello, il collega: “Era un mentitore seriale”

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Nel processo che vede Impagnatiello accusato dell’omicidio dell’ex fidanzata Giulia Tramontano, è il momento dei testimoni presentati dall’accusa: dopo Chiara Tramontano, sorella di Giulia, è la volta di un collega di lavoro di Impagnatiello. I due lavoravano insieme presso l’Armani Hotel di Milano, luogo in cui, per altro, lavorava anche “l’altra” donna di Impagnatiello. 

Nel quadro dipinto dal collega, Impagnatiello appare un “bugiardo seriale”: prima nega a tutti i colleghi di avere un figlio da una relazione precedente, poi nega anche l’esistenza di una compagna nella sua vita, dichiarandosi sempre “single”. 

Ma poi le bugie riguardano anche la famiglia di lui. Il collega di Impagnatiello racconta che l’imputato aveva detto che la madre aveva un tumore terminale: per questo usufruiva di “permessi lavorativi” per uscire prima da lavoro, cosa che fece anche il famoso 29 maggio 2023, giorno dell’omicidio. 

Nel suo precedente posto di lavoro, invece, Impagnatiello avrebbe raccontato che era il padre ad essere in fin di vita. Una scia di bugie sommate anche al fatto che, secondo il collega di lavoro, Impagnatiello fosse un ladro, testimoniando in aula che l’imputato aveva rubato spesso oggetti di valore all’interno del posto di lavoro. 

La testimonianza che Impagnatiello mentisse continuamente è appoggiata dall’avvocato della famiglia Tramontano. 

Una tesi, quella del “bugiardo seriale” che non convince l’avvocato difensore di Alessandro Impagnatiello.