È proseguito martedì 1° aprile presso il Tribunale di Milano il processo con rito abbreviato a carico di tre ultras del Milan, Christian Rosiello, Riccardo Bonissi e Francesco Lucci, coinvolti nel primo filone d’indagine sul tifo organizzato nella città lombarda. Durante l’udienza, il collegio presieduto dalla giudice Ilaria Simi De Burgis ha esaminato video e intercettazioni relativi alle violente aggressioni al centro del procedimento.
Uno degli aspetti chiave emersi riguarda il furgone utilizzato dagli aggressori nella notte dell’11 maggio 2024, appartenente ad Andrea Beretta, noto esponente della Curva Nord dell’Inter, elemento che evidenzia legami tra le tifoserie milanesi.
In aula è stato citato anche l’incontro tra l’ex capitano del Milan Davide Calabria nel febbraio 2023 con Luca Lucci, capo degli ultras rossoneri e ora in carcere, in un bar a Cologno Monzese.
A margine dell’udienza, l’avvocato difensore Jacopo Cappetta, che difende Christian Rosiello, Riccardo Bonissi e Francesco Lucci, ha sollevato dubbi sulla legittimità del divieto per i tesserati di rapportarsi con gli ultras, sottolineando l’incertezza nell’applicazione della norma
Il processo, parte della maxi inchiesta sulla gestione delle curve dello stadio Meazza, è stato aggiornato al 17 aprile, data in cui verranno ascoltati nuovi testimoni, tra cui persone coinvolte nel tentato omicidio dell’ex ultras Enzo Anghinelli.







