I cordoni della borsa dovranno per forza allargarsi, e nemmeno di poco. Il prolungamento della M5 fino a Monza costerà 600 milioni di euro in più, secondo le stime pubblicate dal quotidiano il Giorno. L’ufficialità delle cifre arriverà nei prossimi giorni, ma un aumento del 45% rispetto agli 1,3 miliardi già stanziati sembra ragionevole, se si pensa che MM, società incaricata della progettazione, aveva previsto extracosti nell’ordine del 30-40%.
E il conto non è l’unica cosa che pare aumentare, perché anche i tempi di realizzazione sembrano allungarsi. Il nuovo cronoprogramma, stando all’ultima delibera Regionale, impone di assegnare l’appalto entro il 31 dicembre 2026, di avviare i lavori a settembre del 2027, di concluderli a marzo 2033, aprendo la tratta a dicembre di quell’anno. Il bando di gara, ossia il primo dei passaggi citati, potrà essere pubblicato solo una volta reperiti i fondi necessari.
Da qui la domanda: chi li mette questi 600 milioni? La Regione sarebbe disposta a metterne una novantina, Milano tra i 10 e i 15 e Monza tra i 7 e i 10. Il totale arriverebbe a 110-115 milioni. I restanti 400 e rotti sarebbero a carico del governo, le cui scelte sarebbero ora dirimenti.
In Regione si sta ragionando su una divisione della tratta in più lotti, in modo da finanziare – e dunque avviare – quelli coperti da risorse certe. Ma la stessa maggioranza di centrodestra è divisa, con Fratelli d’Italia favorevole e la Lega contraria.
E poi c’è lo scontro tra istituzioni di colori opposti, Regione Lombardia e Comune di Milano.
La replica arriva da Arianna Censi, titolare della Mobilità comunale: Palazzo Marino ha i numeri pronti “già da fine gennaio”, ma tutto si sarebbe fermato, spiega l’assessora, perché, “occorreva attendere che la Regione approvasse la delibera che recepisce e ufficializza il nuovo cronoprogramma dell’opera”.
Regione dove, peraltro, si inizia anche a parlare di un prolungamento della M3 – la gialla – da San Donato a Peschiera Borromeo, su cui l’assessore regionale Franco Lucente ha affermato che si sta viaggiando spediti. Critico invece il Movimento 5 Stelle, con il capogruppo Nicola Di Marco che sottolinea la mancanza di dati certi, tra tempistiche e costi.







