Ragazza trovata morta a Milano, indagato per omicidio volontario un peruviano di 56 anni

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Peruviano, 56 anni con precedenti per violenza sessuale e irregolare sul territorio nazionale. È questo l’identikit della persona che i Carabinieri hanno sottoposto a fermo per la morte di Aurora Livoli, la 19enne trovata esanime ai piedi di un condominio al civico 74 della via privata Paruta a Milano. Secondo gli inquirenti, si tratta dell’uomo inquadrato alle spalle della ragazza dalle telecamere di sorveglianza tra le 22.50 e le 23 di domenica 28 dicembre, il giorno prima del ritrovamento. Dopodiché, l’individuo è stato ripreso altre tre volte, mentre usciva, faceva ritorno e si allontanava nuovamente dal posto, sempre da solo. Il peruviano è indagato per omicidio volontario, come confermato anche dallo zio di Aurora, l’avvocato Massimo Basile, anche legale dei familiari della giovane

Il fermato ha un trascorso recentissimo: il 28 sera aveva aggredito una donna rimasta sola sulla banchina della metro verde a Cimiano, tentando di rubarle il telefono. La vittima era però riuscita a scappare soccorsa da alcuni passanti, mentre il peruviano si era dato alla fuga. Sarebbe stato poi fermato per tentata rapina il 30 dicembre, il giorno dopo il ritrovamento di Aurora Livoli.

La scoperta dell’identità dell’uomo si accompagna con l’autopsia eseguita sul corpo della 19enne, a cui hanno preso parte i genitori, coprendosi il volto per non farsi riprendere, e con loro lo zio e legale Massimo Basile. Dopo il riconoscimento, hanno portato dei fiori alla salma. Un loro messaggio è stato anche lasciato sul luogo del ritrovamento.