Una vittoria tutt’altro che schiacciante quella del No sul Sì, ma quanto basta per far festeggiare il centrosinistra. L’affluenza in Lombardia di chi ha votato per il Referendum costituzionale sulla riforma della giustizia è stata all’incirca del 64%. Un dato elevatissimo, da record, che supera di parecchio quello della media nazionale, che sta sotto il 60%. In Lombardia ha prevalso il Sì, scelto dal 54% dei votanti contro 46% dei No. C’è stata però una sola provincia in cui il No ha prevalso, ed è proprio quella di Milano: 65% di affluenza, 46% di Sì contro il 54% di No. Considerando il solo Comune meneghino, invece, i No si alzano al 58%, contro i 42% di sì. Restando in provincia, la tendenza si inverte: il Comune di Abbiategrasso ha visto un’affluenza del 61%, con 53% di sì e 47% di no, una situazione simile a Magenta, con un’affluenza del 63%.
Il risultato è stato accolto con festa da parte del centrosinistra, mentre la Cgil ha invitato a una festa in piazza. Celebrazioni anche nell’aula magna del Tribunale meneghino. “Il No dei milanesi e degli italiani è una bella notizia”, ha commentato il sindaco Giuseppe Sala, “Questa vittoria ci dice che il Paese è contendibile. Ripartiamo da qui”, queste le sue parole. Come già aveva anticipato il primo cittadino, dopo il referendum il pensiero va tutto sulle comunali del 2027, che si terranno di pari passo con le politiche. “Giorgia Meloni e la sua arroganza ricevono una porta in faccia”, ha invece commentato il capogruppo del Pd nel Pirellone, Pierfrancesco Majorino, seguito dal collega del Movimento Cinque Stelle, Nicola Di Marco, secondo cui il voto è il segnale che per i cittadini “la giustizia è un pilastro della democrazia e non può diventare terreno di scambio politico”. Tra le fila del centrodestra, invece, il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, ha commentato che “evidentemente il cambiamento fa paura”.







