In attesa che anche al Senato si sblocchi l’impasse, il centrosinistra di Palazzo Marino batte un colpo sul Salva Milano. O quantomeno una buona parte di esso. Nelle scorse ore è infatti stato depositato un ordine del giorno per sostenere e chiedere la rapida approvazione del testo che è oggi in attesa di essere discusso a Palazzo Madama.
Un modo, insomma, per sostenere il sindaco Beppe Sala, anche se non mancano le defezioni. Il testo è infatti firmato dai capigruppo del Partito Democratico, della Lista Sala e dei Riformisti. All’appello manca invece la firma dei Verdi.
Difficile che fosse altrimenti, viste le pesanti critiche che gli ambientalisti hanno fin da subito riservato a una norma già bollata come una sanatoria. In una nota, i consiglieri Tommaso Gorini e Francesca Cucchiara hanno chiesto al legislatore nazionale di concentrarsi sulle vere criticità dell’urbanistica, ossia “l’uso degli oneri come fonte di sostentamento per le città, la differenza tra volumetrie urbanistiche e volumetrie reali e la necessità e i parametri dei Piani Attuativi”.
Nonostante la defezione dei Verdi – e forse di qualche altro elemento della maggioranza – il sindaco Sala ha commentato così l’ordine del giorno della maggioranza.
Di avviso contrario però l’opposizione, con il capogruppo di Fratelli d’Italia Riccardo Truppo che arriva a chiedere le dimissioni del sindaco. “Se non c’è più una maggioranza a Palazzo Marino – ha affermato – il sindaco concluda la sua esperienza e si faccia da parte”.
Va detto, anche senza l’appoggio dei Verdi, stando ai soli numeri, la maggioranza di Beppe Sala rimarrebbe comunque in piedi, per quanto traballante.







